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Dal satellite l'evoluzione dei gas serra
Dopo tre anni di osservazioni e l'analisi di migliaia di dati per arrivare a realizzare per la prima volta una mappa mondiale animata dell'evoluzione dei due principali gas responsabili dell'effetto serra: il metano (CH4) e l'anidride carbonica (CO2)
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Come puoi essere tu a controllare i cambiamenti climatici?
AMREF "Schizzi d'acqua"
La mostra Schizzi d’Acqua è un originale ed ironico percorso visivo, realizzato con vignette, disegni e fumetti “in bianco ed in nero” e dedicato alla risorsa più preziosa: l’Oro blu.
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Il sito del sentiero che collega la metropoli di Roma con il cuore dei Monti Simbruini
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Ambiente: finiscono le risorse dell'anno
Domani, 23 settembre, è il giorno in cui la Terra accenderà un debito con la natura, ovvero verranno consumate più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.
A partire da domani, quindi, la quantità di acqua, legna, energia, animali, verdure divorati andrà oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi. Per millenni l'impatto dell'umanità è stato trascurabile, ma con la crescita della popolazione (il Novecento è cominciato con 1,6 miliardi di esseri umani e si è concluso con 6 miliardi di esseri umani) e con la crescita dei consumi (quelli energetici sono aumentati di 16 volte durante il secolo scorso) il quadro è cambiato profondamente.
Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l'anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. Appena quaranta anni fa, metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dal pianeta è stato il 1986, ma quella volta il "debito" iniziò il 31 dicembre.
Ma quali possono essere i rimedi? Occorre arginare il sovraconsumo agendo su un doppio fronte: tecnologie e stili di vita. La ricerca scientifica e le innovazioni in campo tecnologico devono puntare alla conservazione dell'ambiente, ma anche gli stessi stili di vita delle persone giocano un ruolo rilevante per l'ecosostenibilità (se il modello di vita degli Stati Uniti venisse esteso a tutto il pianeta ci vorrebbero 5,4 Terre. Con lo stile Regno Unito si scende a 3,1 Terre. Con la Germania a 2,5. Con l'Italia a 2,2).
"Abbiamo un debito ecologico pari a meno della metà di quello degli States anche per il nostro attaccamento alle radici della produzione tradizionale e per la leadership nel campo dell'agricoltura biologica, quella a minor impatto ambientale", spiega Roberto Brambilla, della rete Lilliput che, assieme al Wwf, cura la diffusione dei calcoli dell'impronta ecologica. "Ma anche per noi la strada verso l'obiettivo della sostenibilità è lunga: servono meno opere dannose come il Ponte sullo Stretto e più riforestazione per ridurre le emissioni serra e le frane".
Fonte: La Repubblica - 22 Settembre 2008 - 15:17
ASSALTO ALLE ULTIME AREE VERDI
L'area militare in dismissione, "ex terzo Deposito Carburanti" che si trova a Vitinia (Roma) è una splendida area verde dove ridenti colline si alternano ad ampie vallate: viali alberati, una vegetazione spontanea così variegata da offrire possibilità di vita a tante specie animali: buon pascolo dove circolano liberamente mucche, pecore, asini, capre, boschetti dove trovano ristoro uccelli migratori e dove nidificano le specie nostrane più comuni, cespugli e rovi dai quali spuntano famigliole di istrici.
Seminascosto, un sito archeologico mal cela i resti di una villa romana e le colline sono cosparse di fittili. Nella parte più alta lo sguardo spazia e si perde in un panorama incantevole: sotto, il Tevere, all'orizzonte, la città eterna.
Una volta i vincoli paesaggistici posti dalla Regione proteggevano quest'area: Area di Grande Valore Agricolo, Area archeologica, Area boschiva, Punto di vista a 360°.
Poi il Nuovo Piano Regolatore di Roma. ed il Piano Territoriale Paesistico Regionale hanno declassato tutti i vincoli per consentire la cementificazione di una parte di pregio dell'area. Così, al posto di un paesaggio di rara bellezza, sul culmine della collina vedremo tra poco una colata di ben 150.000 metri cubi di cemento, pari a 500 appartamenti !!
L'Associazione "Viviamo Vitinia", nata per impedire questo nuovo scempio dell'agro romano, partecipa all'iniziativa del FAI (Fondo Ambiente Italiano) "I luoghi del cuore" chiedendo la cancellazione di questo progetto di cementificazione (ATO R62).
AIUTIAMOLI IN QUESTA BATTAGLIA, MOBILITIAMOCI CON LORO!!
Sottoscrivendo e facendo circolare la petizione allegata. Se siete a Vitinia o nei dintorni, potete contattare direttamente l'Associazione per consegnare le firme raccolte, altrimenti, potete inviarle direttamente al FAI che ci comunicherà le adesioni raccolte.
"On line", visitando il sito del F.A.I. (http://www.iluoghidelcuore.it/ ).In questo caso, inserite nello spazio "Quello che vorrei cancellare è.." la seguente dicitura già ridotta per l'uso: "progetto cementificazione ATO R62 sull'area militare in dismissione a Vitinia, Roma". Completate poi l'operazione compilando gli spazi personali.
Compilando la cartolina del FAI disponibile nelle le filiali Intesa Sanpaolo, nei punti vendita la Feltrinelli e RicordiMediaStores. Sotto la voce "Quello che vorrei cancellare è:.", inserite la frase: "progetto cementificazione ATO R62 sull'area militare in dismissione a Vitinia, Roma".
N.B.La cartolina non deve essere affrancata e va imbucata nell'apposito contenitore presso la banca.
ATTENZIONE NON È LA SOLITA PETIZIONE, SI DEVONO RACCOGLIERE 10.000
FIRME ENTRO IL 30 OTTOBRE
La Rete Romana di Mutuo Soccorso, alla quale aderiscono: (Associazione Uniti per il Decentramento, Associazione Ex Lavanderia, Associazione Viviamo Vitinia, CdQ Casalbertone, CdQ Ottavia, CdQ Torrespaccata, Co.Co.Qui. - Coordinamento Comitati Quinto (Municipio), Comitato 100Celle Aperte, Comitato Acquedotto Alessandrino, Comitato No-corridoio Tirrenico, Comitato Promotore Parco di Veio, Coordinamento Parco Tor Tre Teste-Acquedotto Alessandrino, Rete Partecipativa Municipio Roma XII, Associazione Rete Nuovo Municipio IV, Comitato Cittadino per XX Municipio, CdQ Tor De Cenci Spinaceto, Associazione Parco Archeologico di Centocelle, Associazione Ananke, Comunità Territoriale X Municipio, Comitato Promotore per il Parco di Rocca Cencia, Associazione Diritti Pedoni del IV Municipio).
Per chiarimenti e per collaborare telefonate al n.: 3334984691
IMPARIAMO DALLA STORIA?
notare la data 1950
FUORISTRADA SENZA CONTROLLO
Questa proposta di legge sulla libera circolazione dei fuori strada anche per effettuare gare su strade bianche in montagna è veramente una follia non possiamo stare zitti mi raccomando diffondete il più possibile e inventiamoci qualsiasi forma di manifestazione .
Paolo Piacentini
http://www.repubblica.it/2008/10/motori/motori-ottobre/motori-regole-fuoristrada/motori-regole-fuoristrada.html?ref=mothpstr6
ACQUA COMMERCIALE
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.“ Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare...................
Padre Alex Zanotelli
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